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Fondi Lega, Renzo Bossi e la falsa laurea. “Al padre diceva che dava esami in Usa”

Fondi Lega, Renzo Bossi e la falsa laurea. “Al padre diceva che dava esami in Usa”

MILANO - Non il leader vulcanico o il trascinatore delle folle padane. L’Umberto Bossi che emerge dalle carte dell’inchiesta sui fondi alla Lega Nord fa quasi tenerezza nel suo apparire genitore ingenuo, orgoglioso del figlio che invece gli mente spudoratamente sulla propria carriera universitaria, raccontando di esami sostenuti a Londra e persino negli Usa. Il retroscena …

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Summary : Nelle carte dell'inchiesta il retroscena svelato dall'ex segretaria-factotum del partito: "Umberto era orgoglioso dei bei voti che il figlio gli raccontava di prendere a Londra e in America

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MILANO - Non il leader vulcanico o il trascinatore delle folle padane. L’Umberto Bossi che emerge dalle carte dell’inchiesta sui fondi alla Lega Nord fa quasi tenerezza nel suo apparire genitore ingenuo, orgoglioso del figlio che invece gli mente spudoratamente sulla propria carriera universitaria, raccontando di esami sostenuti a Londra e persino negli Usa. Il retroscena familiare sull’ormai celebre laurea albanese di Renzo Bossi è negli atti depositati dell’inchiesta.

Il ‘Trota’ laureato a sua insaputa Il diploma di laurea del ‘Trota’ L’ateneo albanese Kristal


Dalle carte risulta che papà Umberto sarebbe stato del tutto all’oscuro del fatto che il figlio si era, in pratica, comprato il diploma di laurea in Albania – per di più pagandola, secondo l’accusa – con 77mila euro sborsati dal Carroccio con i soldi pubblici dei rimborsi elettorali. Anzi, il Senatur pare andasse fiero di Renzo e dei suoi risultati accademici: il ragazzo gli raccontava che stava studiando negli Usa e prendeva bei voti. Il racconto delle presunte bugie di Renzo, detto il ‘Trota’, al padre è stato messo a verbale dall’ex segretaria-factotum della Lega, Nadia Dagrada, davanti ai pm di Milano che, nei giorni scorsi, hanno chiuso l’inchiesta cosiddetta ‘The Family’ a carico dell’ormai ex leader del Carroccio, dei figli Riccardo e Renzo e dell’ex tesoriere del partito Francesco Belsito.

Dagrada è stata interrogata lo scorso aprile dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini e in quella occasione ha detto: “So che Renzo diceva al padre di sostenere esami universitari ora a Londra o negli Stati Uniti, ed anzi a volte ci aveva amareggiato sentire Umberto, orgoglioso, parlare dei bei voti che il figlio Renzo aveva detto lui di aver conseguito”. Il Senatur, quindi, indagato per truffa e appropriazione indebita, secondo la testimone “non era a conoscenza” del fatto che Renzo avesse preso la laurea in Albania, episodio poi contestato come appropriazione indebita dei soldi della Lega. Dagrada ha aggiunto che secondo lei l’ex tesoriere Francesco Belsito, colui che si occupava dei pagamenti, avrebbe fatto bene, invece, a “dire a Umberto la verità, ossia che Renzo non solo non era laureato, ma neppure diplomato”.

Nei 13 faldoni di atti depositati con la chiusura delle indagini, con al centro una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato da 40 milioni di euro, ci sono fra le altre cose centinaia e centinaia di pagine di verbali dell’ex tesoriere Belsito. Come hanno precisato però negli avvisi di conclusione dell’inchiesta gli stessi pm, coordinati dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, a quelle dichiarazioni è stata fatta la tara. Gli inquirenti, anche nel prendere in considerazione le spese coi soldi del partito, si sono attenuti a un rigido criterio: contestare come reato soltanto quelle a puri fini privati. E’ stato accantonato, dunque, anche il tanto ‘nero’, ossia i contanti, che Belsito ha raccontato di aver distribuito ‘a pioggia’

negli anni.

In contanti, ad esempio, secondo l’ex gestore dei conti, venivano pagate le continue “bonifiche” da microspie chieste dai vertici del partito: nella Lega, ha raccontato Belsito lo scorso 29 maggio, “andava di moda fare le bonifiche” perché “loro temevano” di essere spiati dai “servizi segreti”. E ha aggiunto: “Su Bossi ne abbiamo fatte due o tre in via Nomentana a Roma (…) da Bossi le avevano trovate”, le cimici.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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