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Ventimiglia, “Ho ucciso papà Mi ha violentato da bambino”

Ventimiglia, “Ho ucciso papà Mi ha violentato da bambino”

Ha lasciato la confessione incisa su un nastro: “Ho ucciso papà. E ora mi vado a suicidare”. Gabriele Forino è rinchiuso nel carcere di Sanremo accusato di aver ucciso con un coltello da sub suo padre, Eliseo, 64 anni, pensionato Enel. “Quell’uomo mi ha perseguito da quando era bambino, ma non volevo che finisse così”.

Si sfoga davanti al giudice: ricorda vecchie storie di abusi e tormenti recenti “ma senza mai usare parole violente contro il suo persecutore”, ricorda il legale, Nadia Ventriglia. “Eppure di violenze, Gabriele ne ha subito tante, a partire dagli abusi sessuali che dice di aver sopportato quando era poco più che un bimbo”.

Non lo nasconde più Gabriele il dolore che ha vissuto nella sua vita: è un fiume in piena. Ora che la sua rabbia è placata, “sembra un cane bastonato”, racconta l’avvocato. La pena per la sua vita e per la fine che ha dato a suo padre lo annienta ma non gli chiude la bocca “e con pacatezza ma precisione”, ricorda date, luoghi e persone che sapevano ma hanno taciuto.

Parla dell’abuso sessuale, del periodo in collegio e del rientro a casa, della fuga di sua madre e di sua sorella da quell’uomo insopportabile e del suo rientro a casa, nella villetta a due piani in via Peitavino, sopra il cimitero di Roverino, a Ventimiglia.

“Sono

tornato lì – ha detto Gabriele – perché quella era la mia casa e non volevo dargliela vinta a mio padre”. Ma la convivenza è stata impossibile da subito: ogni giorno una lite. “Mi ripeteva che ero un fallito, un mantenuto, ma io non potevo lavorare: ero malato”. Gabriele è un invalido al 75%, il suo passato ha segnato profondamente il suo corpo e la sua mente: non ha più le capacità per sostenere un lavoro.

Ieri ha ucciso al culmine dell’ennesima lite: dodici coltellate e poi la confessione registrata sul magnetofono che portava sempre con sé per registrare gli insulti di suo padre. “Dopo è uscito con il motorino per raggiungere la rupe dalla quale si voleva gettare – spiega l’avvocato Ventriglia – ma giunto sul bordo del precipizio ha telefonato alla madre e si è fatto convincere a ritornare a casa e a consegnarsi ai carabinieri”

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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