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La Fed e la Cina pesano sulle Borse. Vendite generalizzate, Milano chiude a -3%

La Fed e la Cina pesano sulle Borse. Vendite generalizzate, Milano chiude a -3%

Sui mercati finanziari domina la delusione dopo l’annuncio di Bernanke di andare verso la riduzione e il definitivo stop agli stimoli nel 2014. Tokyo cede l’1,7%, listini europei in profondo rosso. Lo spread sale oltre 285 punti base. Oro ai minimi dal settembre 2010, peggio delle attese i sussidi alla disoccupazione Usa

MILANO - Domina il rosso …

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Sui mercati finanziari domina la delusione dopo l’annuncio di Bernanke di andare verso la riduzione e il definitivo stop agli stimoli nel 2014. Tokyo cede l’1,7%, listini europei in profondo rosso. Lo spread sale oltre 285 punti base. Oro ai minimi dal settembre 2010, peggio delle attese i sussidi alla disoccupazione Usa

MILANO - Domina il rosso sui mercati globali, in quello che nelle sale operative viene definito un “sell-off generalizzato”. Cioè un’ondata di vendita che non risparmia alcun comparto, dalle valute alle materie prime, passando per obbligazioni e azioni, e che travolge anche quelli che erano generalmente considerati ‘beni rifugio’ come l’oro, porti salvi nei giorni di tempesta (grafici).

A scatenare questo fenomeno è stato il doppio colpo inferto a poche ore di distanza dalla Federal Reservee dalla Cina. Il fronte occidentale ha però un peso specifico maggiore: ieri il numero uno della Fed, Ben Bernanke, ha spiegato che il cielo sull’economia e sul mercato del lavoro a stelle e strisce si sta rasserenando. Per questo, se come da previsioni si andrà verso un tasso di disoccupazione al 6,5% nel 2014 (attualmente gli Usa sono al 7,6%), potrebbe essere “opportuno” ridurre gli acquisti di Bond (il programma è da 85 miliardi al mese) già alla fine di quest’anno, per interromperli definitivamente a metà 2014.

Di fatto, Bernanke ha annunciato la chiusura dei rubinetti che finora hanno invaso di liquidità a basso costo il mercato. Una situazione che ha portato, in tempi recenti, la finanza assai lontano dall’economia reale. L’obiettivo è comunque ancora distante, come emerge dai dati odierni sui sussidi di disoccupazione, cresciuti più del previsto. Per il momento, dunque, i tassi restano al minimo storico tra lo 0 e lo 0,25% e la disponibilità a continuare gli acquisti – modulandoli secondo le necessità – è confermata.

Dall’altra parte del Pacifico, in Cina, sono arrivati segnali preoccupanti sull’espansione economica. L’indice Pmi manifatturiero del colosso asiatico – le previsioni dei responsabili degli acquisti, che anticipano il clima economico – è sceso ai minimi da 9 mesi a giugno. La rilevazione flash di Hsbc è arretrata a 48,3 punti, dai 49,2 punti di maggio, assestandosi ben al di sotto dei 50 punti che separano le fasi di espansione da quelle di contrazione dell’economia. Come da previsioni, continuando sulla debolezza di Wall Street di ieri sera, le azioni asiatiche hanno registrato pesanti ribassi. L’indice Msci Asia Pacific delle principali azioni della regione è arrivato a perdere oltre tre punti percentuali e mezzo, la peggior performance dal settembre 2011 e ai minimi da nove mesi. A Tokyo, l’indice Nikkei ha chiuso in calo dell’1,74% mentre Seul perde 2%. Shanghai e Hong Kong arretrano di oltre due punti percentuali.

Anche in Europa la giornata dei mercati è stata all’insegna delle vendite, che si sono amplificate dopo l’apertura in netto ribasso di Wall Street. Piazza Affari alla fine lascia sul parterre il 3,09%, con le banche in maggiore difficoltà insieme a Fiat e Saipem. Tra i singoli titoli milanesi si è guardato a Rcs, che parte in recupero dopo la cessione dei periodici, ma poi passa in rosso in scia al listino principale. Nel resto d’Europa, Londra chiude a -2,98%, Francoforte a -3,28% e Parigi arretra del 3,66%. I rendimenti dei titoli di Stato registrano un rialzo con i decennali che rendono più del 4,5% sul mercato secondario. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, dopo un’iniziale stabilità dovuta all’innalzamento dei rendimenti del Bund, si allarga di una ventina di punti: sfiora quota 290 in chiusura (288 per la precisione). Anche la Spagna, che ha collocato 4 miliardi di titoli del debito pubblico, ha pagato la tensione con un forte rialzo del tasso di rendimento dei decennali.

Negli Stati Uniti, intanto, crescono oltre le attese le richieste per i sussidi di disoccupazione. Secondo i dati diffusi dal dipartimento del lavoro ne sono state presentate 354 mila, 18 mila in più rispetto alla precedente settimana. Paradossalmente, anche un altro dato pubblicato oggi sembra smentire Bernanke: il superindice dell’economia Usa è cresciuto meno del previsto (+0,1%) a maggio.  Wall Street, reduce da una chiusura in calo dopo il discorso del numero uno della Fed, continua però a perdere terreno: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones e il Nasaq segnano -1,6%, lo S&P 500 cede l’1,7%.

Non giova ai mercati il fatto che l’indice Pmi composito della zona euro sia salito a 48,9 in giugno (47,7 a maggio), il valore massimo su 15 mesi. In Italia, invece, la produzione e gli ordinativi dell’industria sono migliorati ad aprile grazie all’estero. E neppure la crescita della fiducia dei consumatori europei di giugno, così come non riesce a catalizzare l’attenzione l’Eurogruppo di Lussemburgo sull’Unione bancaria, che parte oggi pomeriggio per terminare domani.

L’euro chiude in deciso calo a 1,3179 dollari, prossimo ai minimi da due settimane. L’annuncio della Fed risolleva il dollaro, che scambia oltre quota 98 con lo yen. Sul fronte delle materie prime, nonostante i ribassi generalizzati l’oro non è premiato nella sua tradizionale veste di “bene rifugio”, ormai dismessa in favore dei movimenti speculativi. Lo spot cede quasi sei punti percentuali e tratta sotto quota 1.305 dollari l’oncia, ai minimi dal settembre del 2010. Fa peggio l’argento spot, che retrocede dell’8%. Tensioni anche sul prezzo del petrolio, in particolare dopo i dati negativi sull’attività manifatturiera cinese: il greggio Wti perde due punti percentuali e si porta sotto 96 dollari al barile.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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