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0,0000000000667191: ecco il numero di Newton che tiene insieme il cosmo

0,0000000000667191: ecco il numero di Newton che tiene insieme il cosmo

Firenze - E’ da anni approssimata in vari modi, visto che mancava un calcolo univoco. Che ora forse c’è, e arriva da fisici italiani. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Laboratorio Europeo di Spettroscopia non Lineare (Lens) dell’Università di Firenze hanno infatti pubblicato oggi su Nature un importante studio che quantifica in una maniera mai …

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By VideoTV4

Summary : L'Infn e il Lens dell'università di Firenze calcolano con una precisione mai raggiunta prima la Costante gravitazione di Newton. Lo studio pubblicato su Nature

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Firenze - E’ da anni approssimata in vari modi, visto che mancava un calcolo univoco. Che ora forse c’è, e arriva da fisici italiani. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Laboratorio Europeo di Spettroscopia non Lineare (Lens) dell’Università di Firenze hanno infatti pubblicato oggi su Nature un importante studio che quantifica in una maniera mai stata così precisa la Costante gravitazione di Isaac Newton. Insomma il valore esatto di quella G maiuscola che molti ricorderanno da scuola.

Quel numero è 0,0000000000667191, ovvero 6,67191 per 10 elevato alla -11. Una misura raggiunta con un interferometro quantistico in cui gli atomi sono stati intrappolati dalla luce laser a una temperatura vicina allo zero assoluto.

La misura di G rappresenta, da oltre 200 anni, una delle maggiori sfide per i fisici sperimentali di tutto il mondo. Dal primo esperimento di Cavendish (1798), circa 300 esperimenti, basati principalmente sul principio del pendolo o sulla bilancia di torsione, hanno cercato di misurarla ottenendo però risultati divergenti che potrebbero essere influenzati dalle tecniche impiegate e dai conseguenti errori sistematici.

L’esperimento Magia dell’Infn e del Lens ha invece sfruttato una tecnica del tutto diversa da quelle sperimentate finora. Nell’esperimento una nuvola di atomi di rubidio è stata lanciata verticalmente nel vuoto e raffreddata con una luce laser per rallentare e “intrappolare” gli atomi, portandoli da una velocità di alcuni chilometri al secondo, tipica di un gas a temperatura ambiente, a una velocità di pochi millimetri al secondo, tipica di un gas a una temperatura vicina allo zero assoluto.  A quel punto è stata posta una massa di circa 500 chili di tungsteno per misurare la variazione dell’accelerazione degli atomi di rubidio che questa massa genera.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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