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Tumblr, Karp e il matrimonio con Yahoo!: “Non abbiamo venduto l’anima al diavolo”

Tumblr, Karp e il matrimonio con Yahoo!: “Non abbiamo venduto l’anima al diavolo”

Il fondatore della popolare piattaforma di microblogging dopo l’acquisizione da parte del motore di ricerca di Sunnyvale per 1,1 miliardi di dollari: “Non cambiamo colore o atteggiamento, per noi si aprono straordinarie possibilità”

 

CANNES - Da giovedì Tumblr è passato ufficialmente sotto l’ombrello di Yahoo! L’azienda guidata da Marissa Meyer ha completato l’acquisto della piattaforma di microblogging per 1,1 miliardi di dollari. David Karp, il fondatore e CEO di Tumblr, non nasconde l’entusiasmo, e non potrebbe essere diversamente. Perché se è vero che ha venduto la sua creazione, è anche vero che da ieri è un multimilionario, restando alla guida di Tumblr e che da un relativo anonimato è passato ad essere immortalato, giusto ieri, sul New York Post, in un articolo che lo dipinge “circondato da donne, mentre spruzza champagne sui suoi amici alla festa di Puff Daddy a Cannes”.

Gossip a parte il ventiseienne americano tiene subito a tranquillizzare i molti milioni di utenti di Tumblr: “Non abbiamo venduto l’anima al diavolo, non cambiamo colore e atteggiamento. Con Yahoo! si aprono straordinarie opportunità. Ma il nostro quartier generale non si sposta, il nostro team rimane lo stesso, e la nostra missione originaria, quella di mettere chi crea contenuti nelle migliori condizioni per raggiungere l’audience che merita, non cambierà di un millimetro”.

Karp ha incontrato la comunità dei pubblicitari a Cannes, al Festival della Creatività, proprio nel giorno dell’annuncio dell’acquisizione da parte di Yahoo! La scelta non è stata casuale, Karp ha bisogno della pubblicità per crescere e soprattutto dei grandi brands, che possono usare la sua piattaforma in maniera nuova e interessante. “Ne sono convinto”, dice, “penso che addirittura che i creativi possano oggi portare nel mondo digitale più innovazione di quanta non ne possano portare gli ingegneri. E’ vero che il nostro è un mondo in costante evoluzione, nel quale l’innovazione tecnologica è fondamentale, ma se la tecnologia non è sostenuta dalle idee, da modi per trasformarla in qualcosa che la gente usa, che serve alle loro vite, è del tutto inutile”.

Karp ha tenuto a sottolineare le differenze tra Tumblr e gli altri social media, “noi non siamo cresciuti con il dna simile a quello di Facebook o Twitter, non vogliamo inserire la pubblicità nelle interazioni sociali; ci interessa, invece, che le aziende producano contenuto e usino la piattaforma per diffonderlo”. Lo schema tradizionale, insomma, il gioco che le aziende e le agenzie conoscono bene, quello degli spot televisivi o radiofonici, quello delle pagine di pubblicità sui giornali, “certo, la ‘filosofia’ è la stessa, ma la piattaforma tecnologica è completamente diversa, ci sono e ci possono essere modi molto innovativi e interessanti per gli utenti di proporre pubblicità. E oltretutto per mantenere aperta la conversazione con gli utenti sugli altri social network c’è bisogno di personale, di un lavoro costante e costoso, mentre su Tumblr si possono fare cose piccole, organizzare delle campagne, non avere uno staff dedicato”.

E’ evidente che quello che coinvolgimento dei grandi brand è, non solo per Karp e per Tumblr, il problema principale per affrontare le sfide dei prossimi tempi. Il “matrimonio” con Yahoo! serve a Tumblr per competere con i colossi dei social media, Facebook e Twitter innanzitutto, ma l’azienda di Karp ha bisogno di produrre ricavi pubblicitari in maniera più solida e rilevante che in passato, per crescere e restare sempre tecnologicamente  proprio per dimostrare alla Meyer che non hanno fatto un cattivo investimento.
Tumblr non è ancora, comunque, la piattaforma che vorrebbe essere, nelle sue pagine, ad esempio, circola ancora molto porno, “e risolvere questo problema è per noi una priorità assoluta”, dice Karp, “ma stiamo lavorando molto non solo in questo terreno, facciamo di tutto perché quello di Tumblr sia un nice environment, nel quale sia difficile anche mettere commenti sgradevoli ai post”.

 

Karp ha fondato Tumblr nel 2007, a ventun’anni, cominciando nella sua cameretta a New York e il sito, che lui ama descrivere come un mix tra Twitter, Youtube e WordPress, è cresciuto molto rapidamente, fino ad arrivare, oggi, ad ospitare oltre 115 milioni di blog. “Sono sempre stato convinto della bontà del progetto di Tumblr, e i fatti mi stanno dando ragione, l’idea è che la gente abbia ormai un modo particolare di raccontare le proprie storie e che voglia avere uno strumento che non solo sia flessibile ma che risponda meglio ai loro desideri, che sia più personale di una pagina web o di 140 caratteri sullo smartphone”. La chiave del successo.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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