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Antimafia, Bindi eletta presidente. Ira Pdl: “Lasciamo la commissione

ROMA - Le larghe intese non sono più intese quando si tratta di votare la presidenza della commissione antimafia. Al secondo tentativo Rosy Bindi, candidata del Pd per niente gradita al Pdl, è stata eletta presidente della bicamerale. La deputata democratica ha ottenuto al ballottaggio 25 voti – di Pd, Sel e Scelta Civica, mentre il …

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By VideoTV4

Summary : Per la candidata del Pd anche i voti di Sel e Scelta Civica. I pidiellini non si presentano alla seduta e minacciano di non partecipare ai lavori per tutta la legislatura. Il M5S vota compatto per Gaetti, eletto vicepresidente assieme a Cladio Fava (Sel). Gasparri: "E' solo per darle una poltrona". Brunetta: "Si deve dimettere". Lei risponde: "Sanerò frattura, riconoscano il voto"

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ROMA - Le larghe intese non sono più intese quando si tratta di votare la presidenza della commissione antimafia. Al secondo tentativo Rosy Bindi, candidata del Pd per niente gradita al Pdl, è stata eletta presidente della bicamerale. La deputata democratica ha ottenuto al ballottaggio 25 voti – di Pd, Sel e Scelta Civica, mentre il Pdl ha disertato la seduta – contro gli 8 di Luigi Gaetti del M5S (tanti quanti i componenti pentastellati presenti). Gaetti e Cladio Fava (Sel) sono stati invece eletti vicepresidenti.

Al primo turno Bindi non ce l’ha fatta. Ha ottenuto infatti 23 voti (ne occorrevano 26) contro i 6 di Luigi Gaetti dell’M5S e i 2 di Raffaele Volpi. Le schede bianche sono state 4 più una nulla. Bindi è andata al ballottaggio con Gaetti che ha preso 6 voti, 2 in meno dei componenti M5S. Questo in un primo tempo ha fatto pensare a una spaccatura nei Cinque Stelle. Ma il deputato Riccardo Nuti ha precisato che i sei voti ottenuti nella prima tornata dello scrutinio, su otto membri complessivi a disposizione degli stellati, rappresentano la totalità del gruppo: “Un senatore è in missione – ha spiegato – e il candidato al primo turno non si è autovotato”. Sta di fatto che la presenza dei commissari M5S ha garantito il numero legale.

Rottura Pdl-Lega. In antimafia si è rotta anche l’alleanza fra Pdl e Lega. In un primo tempo i due componenti del Carroccio  avevano annunciato di non partecipare neanche loro al voto, come il Pdl. Ma poi hanno votato e hanno ottenuto anche uno dei due segretari. Si tratta del deputato Angelo Attaguile. L’altro segretario è il socialista Marco di Lello.

Muro contro muro Pd-Pdl. Il Pd, in un’assemblea avvenuta ieri sera, ribadisce all’unanimità la candidatura di Bindi. Ma la scelta dei democratici scatena le ire del Pdl che, in un primo tempo, annuncia di non votarla. Poi decide di non presentarsi proprio in commissione. I capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Renato Schifani arrivano addirittura a minacciare di disertare non solo quella odierna, ma tutte le sedute della bicamerale fino alla fine della legislatura, in caso fosse stato eletto “il presidente imposto dal Pd e non una personalità condivisa dall’insieme delle forze politiche”.

Il partito di Berlusconi aveva deciso di fare un passo indietro la scorsa settimana in favore di Lorenzo Dellai, capogruppo alla Camera di Scelta Civica, subentrato in commissione il 17 ottobre scorso al posto di Paolo Vitelli. Ma poi era saltato l’accordo di maggioranza e la riunione era finita nel caos. I parlamentari del Pd avevano abbandonato San Macuto, determinando anche la mancanza di numero legale della commissione per il voto. Nel frattempo, però, la forza politica di Monti si è frantumata e il Pdl, dopo la vittoria del Pd, è furioso. Sull’Aventino del Pdl il vicepresidente Fava commenta: “È un problema loro. La lotta alla mafia è una questione della democrazia nazionale che riguarda tutti. E’ un compito alto, al di sopra delle contrapposizioni politiche”. E il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza confida che “Bindi saprà trovare larga condivisione”.

Le reazioni del Pdl. Non potevano che essere veementi le repliche dei pidiellini, soprattutto quelli più vicini a Berlusconi. Per Francesco Giro ”l’elezione di Rosy Bindi è un colpo
Inferto alle larghe intese. Viva Rosy! è nato il governo Letta2? Noi non ne vogliamo far parte”.Maurizio Gasparri interviene su Twitter:

Inaccettabile strappo del Pd pur di dare una poltrona a Rosy Bindi.

— Maurizio Gasparri (@gasparripdl) October 22, 2013

“Epifani induca Bindi a dimettersi”, commenta invece il vicepresidente dei senatori PdlGiuseppe Esposito. E persino una colomba governista come Fabrizio Cicchitto si inalbera: “Il comportamento del gruppo del Pd è del tutto inaccettabile perchè ha eletto da solo il presidente della commissione antimafia. Il gruppo Pdl giustamente non prenderà più parte ai lavori della bicamerale togliendole così un’effettiva rappresentanza generale”. E conclude: “Bindi si dimetta”. Identico il suggerimento di Renato Brunetta: “Se avesse un minimo di senso delle istituzioni l’onorevole Rosy Bindi dovrebbe fare un passo indietro e dare un segnale di distensione – afferma il capogruppo Pdl alla Camera – un ruolo così delicato non può essere appannaggio di una sola parte politica”. Accusa il Pd di irresponsabilità e ne giudica la scelta “incomprensibile”.

La risposta di Bindi. Da parte sua la neoeletta presidente risponde con toni concilianti: “Il mio primo impegno sarà quello di superare questa fase di difficoltà con il Pdl – chiarisce Bindi – perché tutti dobbiamo unirci nella lotta alla mafia”. E aggiunge: “Spero che tutti gli eletti si adopereranno per sanare questa frattura. Mi auguro anche che chi oggi non ha partecipato al voto riconosca che oggi c’è stato un voto. Se tutti insieme faremo un piccolo passo, potremo dire che siamo qui per combattere la mafia e non per farci la guerra tra di noi”.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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