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E-cig, entro 10 giorni l’ordinanza sui divieti. Accordo Ue sulla vendita solo in farmacia

E-cig, entro 10 giorni l’ordinanza sui divieti. Accordo Ue sulla vendita solo in farmacia

La decisione da parte del ministro Lorenzin sul divieto delle e-cig ai minori e ad altre categorie a rischio arriverà entro fine mese. Pronto il testo dei ministri della Salute Ue: verranno considerate farmaco se contengono più di un milligrammo di nicotina. Protestano i produttori italiani

ROMA – E’ in arrivo, entro fine mese, l’ordinanza del ministero della Salute sulle sigarette elettroniche: le norme terrebbero in debito conto il recente parere del Consiglio superiore di sanità sulle e-cig, secondo il quale questi prodotti vanno regolati perché evocano la gestualità del fumo. Dunque, spiegava il Css, le e-cig andrebbero vietate ai minori e pertanto nelle scuole, oltre a essere sconsigliate alle donne in gravidanza e a quelle che allattano. Non saranno invece per il momento vietate nei luoghi pubblici, come invece è avvenuto in Francia.

Una decisione che arriverebbe a pochi giorni dall’accordo raggiunto ieri in sede europea tra i ministri della Salute: la direttiva sul tabacco prevederà norme anche per le e-cig, al centro anche di una recente inchiesta del pm Raffaele Guariniello.

Nel testo concordato ieri dai ministri della Salute riuniti nel Consiglio di Sanità a Lussemburgo, e anticipato da Repubblica-Le Inchieste già a febbraio, si prevede infatti che i prodotti che contengono nicotina oltre certi livelli debbano essere autorizzati come farmaci.

La quantità di nicotina fa la differenza. In particolare, ogni e-cig che contiene almeno 1mg di nicotina sarà soggetta al regolamento dei farmaci e richiederà quindi un’autorizzazione all’immissione in commercio nelle farmacie. Viceversa, ogni sigaretta elettronica con meno di 1 mg di nicotina sarà regolata dalla direttiva tabacco, dovrà contenere specifiche avvertenze, e potrà essere acquistata anche dal tabaccaio e nei negozi specializzati.

Proteste dei produttori. L’ipotesi del Consiglio di Sanità europeo ha ottenuto il parere favorevole del ministro Lorenzin. Ma ha anche provocato la levata di scudi dei produttori di e-cig. Il presidente dell’Associazione nazionale fumo elettronico (Anafe), Massimiliano Mancini, fa notare il contrasto fra le disposizioni italiane e quelle comunitarie: “L’Anefe – scrive in una nota – accoglie con stupore le dichiarazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla sigaretta elettronica, che risultano quanto meno contraddittorie. La direttiva europea che il ministro giudica ragionevole, infatti, prevede che l’e-cig contenente nicotina possa essere immessa sul mercato solo se autorizzata a norma della direttiva, che altro non è che la direttiva che regolamenta i medicinali per uso umano. Ciò porterebbe di fatto ad un’equiparazione della sigaretta elettronica ai farmaci e la vendita verrebbe limitata alle sole farmacie”.

Quanto prevede la direttiva europea, ricorda ancora Mancini, “è in contrasto col parere del Consiglio superiore di sanità, che lo scorso 4 giugno aveva chiaramente detto che la sigaretta elettronica non può essere considerata un farmaco. Il problema è che il ministro da una parte dice che l’Italia si rifarà al parere del Css, mentre dall’altra dice di essere d’accordo con quanto prevede la Direttiva europea”.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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