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Ghiacci antartici: più vicini alla fusione

Due distinte ricerche mettono in evidenza il ritmo di fusione delle piattaforme antartiche, e il drammatico contributo dei ghiacci antartici all’innalzamento dei mari.

 

La fusione delle piattaforme antartiche potrebbe continuare a lungo, e nel lungo periodo contribuire a un significativo innalzamento del livello dei mari

La fusione delle piattaforme antartiche potrebbe continuare a lungo, e nel lungo periodo contribuire a un significativo innalzamento del livello dei mari

 

Le piattaforme di ghiaccio sono le lingue glaciali che si estendono in mare dalla penisola antartica. Se dovessero sciogliersi velocemente, è probabile che dal continente arrivi altro ghiaccio che, fondendosi, farà aumentare il livello del mare.

 

Le piattaforme glaciali, infatti, fanno da barriera e da freno alle enormi quantità di ghiaccio che, spinte dal proprio peso, dal continente antartico tendono a scendere verso il mare. Ora però, secondo una ricerca condotta da Luke Trusel della Whoi (Woods Hole Oceanographic Institution), la fusione dei bracci di ghiaccio che scendono in mare potrebbe raddoppiare da qui al 2050.

La penisola antartica, in alto a sinistra: le piattaforme di ghiaccio si sciolgono a ritmo elevato.

La penisola antartica, in alto a sinistra: le piattaforme di ghiaccio si sciolgono a ritmo elevato.

 

UNA SPERANZA PER IL 2100. «Le nostre deduzioni – spiega Trusel – si basano su quanto stiamo oggi osservando lungo la Penisola Antartica, dove sta già fondendo una grande quantità di bracci di ghiaccio marino. Il fenomeno, se l’aumento della temperatura terrestre non rallenterà, potrà presto interessare anche altre parti dell’Antartide.»

 

Lo studio, pubblicato su Nature Geoscience, è stato realizzato combinando le immagini satellitari dei ghiacci del continente antartico con simulazioni di scenari di emissioni di anidride carbonica. I modelli mostrano che per il 2050 si potrà realisticamente assistere a un raddoppio dello scioglimento del ghiaccio delle piattaforme antartiche, mentre per il 2100 gli scenari possono cambiare profondamente a seconda della quantità di gas serra che continueremo a riversare in atmosfera.

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IN FUGA 30 MILIONI DI AMERICANI. Una seconda ricerca, condotta da Benjamin Strauss (Princeton University), sostiene che proprio a causa dell’innalzamento dei mari legato allo scioglimento dei grandi ghiacciai terrestri, soprattutto antartici, oltre 30 milioni di americani potrebbero vedere le loro abitazioni finire sotto la linea di alta marea entro il 2100, e anche con azioni drastiche di contenimento dei gas serra non saranno meno di 10 milioni gli americani che dovranno fuggire dalle loro abitazioni.

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NON SUPERARE I 2 °C! Secondo Strauss entro il 2100 il livello del mare potrebbe innalzarsi di circa un metro, e come effetto della catena di eventi continuare a innalzarsi per i prossimi 2000 anni. Per limitare i danni bisognerà fare tutto il possibile per conutenere l’aumento globale di temperatura entro i 2 °C.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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