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La Fed preoccupa, Borse in netto ribasso. Crolla Tokyo, lo spread oltre 240 punti

La Fed preoccupa, Borse in netto ribasso. Crolla Tokyo, lo spread oltre 240 punti

MILANO - Ore 11:10. In una giornata ancora priva di spunti macroeconomici per via del periodo estivo, i mercati continuano a guardare con preoccupazione alla Federal Reserve e al summit di banchieri centrali diJackson Hole per cercare di capire quando e in quale misura inizieranno ad assottigliarsi gli acquisti di bond da parte della Fed, attualmente fissati …

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Summary : Domani verranno pubblicati i verbali del Fomc, gli operatori si attendono la stretta agli aiuti della Federal Reserve da settembre. La Piazza asiatica cede il 2,6%, partenza debole per l'Europa. Tensioni sui mercati valutari emergenti, il differenziale tra Btp e Bund rivede i 240 punti base

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MILANO - Ore 11:10. In una giornata ancora priva di spunti macroeconomici per via del periodo estivo, i mercati continuano a guardare con preoccupazione alla Federal Reserve e al summit di banchieri centrali diJackson Hole per cercare di capire quando e in quale misura inizieranno ad assottigliarsi gli acquisti di bond da parte della Fed, attualmente fissati in 85 miliardi di dollari al mese. L’attesa è alta per i verbali del Fomc, il braccio operativo di politica monetaria della Banca centrale Usa, previsti per domani e poi per la tavola rotonda di fine settimana, alla quale non parteciperà però l’americano Ben Bernanke.

L’instabilità nel frattempo monta e per la sola Italia la situazione si complica alla luce dell’intrigo politico che getta ombre sul futuro dell’esecutivo Letta, legato a doppio filo alle scelte del Pdl e del suo leader Silvio Berlusconi. I mercati europei ampliano così la debolezza dell’apertura, acuita dall’unico dato relativo ai prezzi alla produzione in Germania, che a luglio hanno deluso le attese, registrando un calo dello 0,1% mensile e un incremento dello 0,5% annuo. Le attese erano invece per una crescita mensile dello 0,2% e annua dello 0,7 per cento. A Milano, Piazza Affari tratta in ribasso dell’1,4% dopo la chiusura in profondo rosso di ieri (-2,5%). Si conferma la dinamica della vigilia, con i bancari sotto pressione dopo i guadagni della scorsa settimana: l’indice di categoria perde il 3%. Tiene solo ilMonte dei Paschi, anche se dalla Fondazione si attende una nuova fumata nera per il rinnovo dei vertici. Pesante l’andamento di Carige, all’indomani del cda che ha fissato al 30 settembre l’assemblea che decreterà la fine dell’era Berneschi. Cede nettamente Fiat, che in Brasile ha rinnovato la collaborazione con Itaù Unibanco nel  finanziamento per la vendita di veicoli. Male anche Francoforte, in ribasso dell’1%, Londra (-0,4%) e Parigi che lascia sul parterre l’1,1%.

Lo spread supera la soglia di 240 punti base, in crescita rispetto ai 237 della chiusura di ieri, mentre il Btp decennale italiano rende quasi il 4,3% sul mercato secondario. Il differenziale di rendimento tra i Bonosspagnoli e i Bund tedeschi è  ampio una dozzina di punti più di quello italiano. L’euro si rafforza sul dollaro: all’apertura dei principali mercati valutari del Vecchio Continente la moneta unica europea viene scambiata con il biglietto verde a 1,3373. Ieri, secondo la rilevazione della Bce, l’euro valeva 1,3344 dollari.

In oriente e sui mercati emergenti, intanto, sembra che la paura per il “tapering”, cioè il disimpegno della Fed, si sia improvvisamente rinvigorita trascinando al ribasso listini e corsi valutari e innescando anche molti timori latenti degli ultimi tempi – legati all’andamento economico di realtà quali India e Indonesia, colpite dal rallentamento della Cina -. In Giappone si registra la caduta della Borsa di Tokyo, che ha concluso la seduta di martedì con un crollo del 2,63%: per il Nikkei si è trattato del più ampio calo dal 7 agosto. Sul fronte valutario, la rupia indiana ha aggiornato i minimi storici intorno a 63 dollari, ma le ripercussioni per la possibile stretta agli aiuti monetari della Fed ha portato instabilità -tra gli altri – anche sul real brasiliano e sulla rupia indonesiana. Non è un caso se da inizio anno, secondo quanto riportaBloomberg, i fondi siano tornati a premiare i mercati maturi quali Usa e Giappone, mentre si è registrato un netto flusso di denaro in uscita dagli strumenti finanziari rivolti ai Paesi emergenti.

Wall Street, i cui future sono negativi, ha chiuso la seduta di ieri in calo: il Dow Jones ha ceduto lo 0,5%, a quota 15.010,74 ampliando le perdite che nelle cinque giornate precedenti avevano raggiunto il 2,2%, massimi del 2012. L’S&P 500 è scivolato dello 0,6%; per la prima volta da inizio anno questi due indici hanno inanellato quattro sedute in rosso. Il Nasdaq – che inizialmente aveva guadagnato – non ha poi resistito alle vendite lasciando sul terreno lo 0,4%. In attesa dei dati sulle scorte settimanali negli Usa, il prezzo del petrolio arretra sui mercati asiatici: i future sul Light crude cedono 98 centesimi a 106,12 dollari e quelli sul Brent cedono di 84 cent a 109,06 dollari. Cala anche l’oro: il metallo prezioso viene scambiato a 1.355,70 dollari l’oncia, perdendo lo 0,3%.

MILANO - Ore 11:10. In una giornata ancora priva di spunti macroeconomici per via del periodo estivo, i mercati continuano a guardare con preoccupazione alla Federal Reserve e al summit di banchieri centrali diJackson Hole per cercare di capire quando e in quale misura inizieranno ad assottigliarsi gli acquisti di bond da parte della Fed, attualmente fissati …

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