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Ruby, Cicchitto: “Salta pacificazione” Alfano: “Chiesto a Berlusconi di tenere duro”

Ruby, Cicchitto: “Salta pacificazione” Alfano: “Chiesto a Berlusconi di tenere duro”

Dopo la lettura della sentenza che ha condannato Silvio Berlusconi a 7 anni, le dure reazioni degli esponenti del Pdl. Santanchè: “Non è giustizia”. Romani parla di ‘colpo di Stato”. Pd: “Rispettiamo sentenze”. Vendola: “Il Cavaliere liberi il campo”

MILANO - ”Siamo al limite dell’eversione e quindi del colpo di Stato. Così la pacificazione salta, ma non è responsabilità nostra”: con queste parole Fabrizio Cicchitto ha commentato, su Sky Tg24, la condanna di Silvio Berlusconi a 7 anni. ”Questa è un’operazione che punta a far saltare il quadro politico esistente”, ha proseguito, ma ”all’irresponsabilità di questo nucleo di magistrati – e alle forze editoriali e finanziarie che lo sostengono – va risposto con responsabilità per quel che riguarda l’aspetto politico”. Allo stesso tempo, ha insistito, ”dovremo denunciare davanti al popolo italiano quel che sta succedendo. È una sentenza da tribunale speciale, ma mi auguro che il colpo di Stato non riesca. C’è il tentativo di far fuori Berlusconi e impedirgli di fare politica”. Cosi’ ”si cerca di attirarci in
una provocazione che va respinta”, ha concluso.

Il segretario politico Pdl, Angelino Alfano, spiega di aver “appena chiamato il presidente Silvio Berlusconi per manifestargli la più profonda amarezza e l’immenso dolore di tutto il Popolo della Libertà, per una sentenza contraria al comune senso di giustizia, al buon senso e peggiore di ogni peggiore aspettativa”. “L’ho invitato, a nome del nostro movimento politico, a tenere duro e – sottolinea Alfano, segretario Pdl e vicepremier – ad andare avanti a difesa dei valori, degli ideali e dei programmi che milioni di italiani hanno visto incarnati in lui”.

“Una sentenza abnorme e surreale, con un colpevole e nessuna vittima. D’altronde, aspettarsi dal tribunale di Milano una decisione favorevole al presidente Berlusconi è praticamente impossibile”: così il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani. ”Una certa magistratura – aggiunge – è capace di negare anche l’evidenza pur di colpire l’avversario politico di sempre. Un’anomalia che esiste soltanto nel nostro Paese, dove alcuni giudici, schierati sempre dalla stessa parte, provano a ribaltare il giudizio chiaro e inequivocabile di dieci milioni di italiani che si riconoscono nel presidente Berlusconi. E che non ne possono più di una persecuzione ingiusta e patologica”.

Un giorno nero per la democrazia è oggi per il senatore del Pdl Maurizio Sacconi. “Ancorché attesa e non definitiva, la sentenza di Milano contro Silvio Berlusconi rappresenta un giorno nero per la democrazia italiana. Si confermano e si esaltano l’uso politico della giustizia, la negazione dello stato di diritto, l’intreccio mediatico-giudiziario. Unica consolazione il fatto che ancora una volta la minoranza politicizzata della magistratura sbaglia la dose, esagera e rende ancor più evidente il vero scopo della sentenza. Ed è ben difficile anche per la politica non vedere la patente anomalia, confinando nella dimensione privata una vicenda processuale che è quanto di più pubblico si possa immaginare perché riguarda la libertà di tutti”.

”Questa sentenza fa paura. Fa paura non solo e non tanto perché cerca di assassinare moralmente  e politicamente Berlusconi, ma perché mostra agli italiani in che mani sia oggi la giustizia”, ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl. ”Quello contro il presidente del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi – aggiunge – è un atto eversivo dei principi di legalità e del buon senso, sproporzionato e inaccettabile, messo in piedi da una parte della magistratura, ormai apertamente e sfacciatamente politicizzata.  La sentenza sul ‘caso Ruby’ è l’ennesimo episodio deplorevole e incommentabile di una giustizia, quella italiana, davanti alla quale l’intero Paese dovrebbe interrogarsi e indignarsi.

“Non è giustizia”, ma “con il governo non c’entra assolutamente niente” è stato il commento di Daniela Santanchè. Per lei si tratta di una “sentenza politica”, una “vergogna”, ma che corrisponde alle aspettative. “Quello che volevo – ha concluso riferendosi alla composizione della corte – era vedere in faccia le donne, perché qui non c’è giustizia”. L’esponente del Pdl è stata 

—>>>accolta da fischi –(guarda le immagini)—>>> e insulti da parte dei manifestanti davanti al Palazzo di Giustizia, che hanno gridato “vergogna” quando è uscita dal tribunale. Davanti al Palazzo di Giustizia si sono radunati anche alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle, che hanno esposto la bandiera della forza politica.

“La giustizia del ‘te la faremo pagare’, a sentenza senza uno straccio di prova, nonostante la prova generale per una società del ‘grande fratello’ (e del molto denaro pubblico speso inutilmente in intercettazioni) ha trovato finalmente la sua rappresentazione finale”, ha scritto in una nota Maria Stella Gelmini, vicecapogruppo vicario del Pdl. “Certa magistratura, a Milano, nel silenzio generale, non amministra la giustizia, bensì l’etica, nonostante le smentite – osserva – di decine di testimoni e l’assenza di una prova: come accade in ogni teocrazia che si rispetti”. “Questa sentenza – ha concluso Gelmini – porta dunque un’altra pietra al monumento della magistratura come contro potere giudicante di chi sia titolato o meno a governare il nostro Paese. Berlusconi è, nonostante tutto, più forte di prima”.

Dure le parole di Stefania Prestigiacomo: “Un sistema della giustizia asservito a una politica meschina ha compromesso gravemente la vita democratica e politica dell’Italia. Il verdetto sul caso Ruby è una profonda vergogna per il nostro Paese, in cui è ormai chiaro che vige un sistema della giustizia corrotto e al servizio di forze politiche che dovrebbero vergognarsi anche solo di pronunciare la parola democrazia”, si legge in una nota.

Con la Santanchè sono tanti gli esponenti del Pdl che, subito dopo la lettura della sentenza, si sono scagliati contro la decisione dei giudici: anche l’ex ministro e parlamentare del Pdl, Gianfranco Rotondiparla di ‘colpo di Stato’: “È una sentenza politica che avrà una risposta politica: nessun agguato al governo, sostegno a Letta e Alfano nell’interesse dell’Italia, ma la risposta politica verrà e sarà fortissima. Forse né il Pd, né Forza Italia sono lo strumento giusto per opporsi al colpo di Stato”.

”La durezza inusitata e sbalorditiva di questa condanna milanese, che va addirittura al di là delle richieste già pesantissime dell’accusa, è la conferma dell’intenzione di eliminare il presidente Berlusconi dalla scena politica”, afferma in una dichiarazione Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi. ”Ma questo tentativo, che stavolta ha superato ogni limite di credibilità, fallirà – aggiunge Bonaiuti – come i precedenti e servirà soltanto ad aumentare il rapporto di fiducia e di affetto tra Silvio Berlusconi, i milioni di italiani che lo hanno eletto e quanti loo hanno seguito in tutti questi anni”.

Le rezioni.
 Il Pd affida ad una nota ufficiale il commento sulla sentenza: “Il Partito Democratico prende atto della sentenza pronunciata dai giudici della quarta sezione del Tribunale penale di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi. Come sempre, il Pd esprime rispetto per le decisioni, diqualunque segno siano, che la magistratura prende nella propria autonomia”. Per i senatori renziani devono essere gli elettori a giudicare Berlusconi: “Berlusconi venga condannato dagli elettori nelle urna e non con i verdetti delle aule di giustizia. I partiti ed il Parlamento sono chiamati ad una prova di maturità: andare oltre, non farsi influenzare dalla condanna del leader del Pdl”, affermano i senatori del Pd Andrea Marcucci e Mauro Del Barba. “Ci auguriamo – hanno aggiunto – che la sinistra non cada nel solito tranello degli ultimi 20 anni e tenga ben distinte le vicende personali di Berlusconi da quelle della politica. Il nostro obiettivo deve essere quello di sconfiggere il Cavaliere con il voto ed archiviare definitivamente la sua stagione fallimentare”.

“La legge è legge e le sentenze dei giudici devono essere rispettate, anzi dovrebbero essere rispettate se fossimo in un Paese serio e normale ma siamo nell’Italia delle barzellette. Vediamo cosa riescono ad inventarsi questa volta per far passare in cavalleria anche quest’altra condanna”, afferma in una notaAntonio Di Pietro dell’Italia dei Valori, che aggiunge: “E non mi riferisco al comportamento del condannato Berlusconi, bensì a quei tanti Ponzio Pilato che, in tutti questi anni, hanno fatto finta di non vedere e si sono lavati le mani, mentre il Cavaliere faceva leggi su misura e criminalizzava la magistratura che lo stava giudicando. In realtà, in questi ultimi 20 anni, Berlusconi ha utilizzato il suo ruolo istituzionale, di parlamentare,  di Presidente del Consiglio e di leader di partito, solo per evitare la galera”.

“Le sentenze non si commentano” ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini. E neanche il ministro della giustizia, Anna Maria Cancellieri ha voluto esprimere giudizi: “Non commento le sentenze” ha risposto ai giornalisti che le chiedevano una dichiarazione. Se ci saranno delle ripercussioni sul governo per la condanna di Silvio Berlusconi ”lo sapremo nelle prossime ore”, ha detto il ministro per l’IntegrazioneCecile Kyenge, rispondendo ai giornalisti a margine di un incontro organizzato dalla Cgil a Serravalle Pistoiese.

Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha invitato il Cavaliere a lasciare la vita pubblica: “Non auspico la rovina giudiziaria di un avversario. Ma questa sentenza getta un’ombra sulla vita politica. In nessuna parte del mondo un leader politico dopo una sentenza scritta con questo inchiostro rimarrebbe al suo posto. Sarebbe un atto di decoro da parte di Berlusconi abbandonare la vita pubblica”, ha aggiunto. E ha proseguito: “Nonostante la sentenza Berlusconi non si ribalterà il governo. I problemi a Letta possono arrivare dall’aggravarsi della condizione sociale del Paese”.

“Berlusconi deve andare in galera”, perché “è indegno che sia un senatore e possa legiferare. Finché non andrà in galera questo Paese non sarà libero” è stato il duro giudizio di Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, ai microfoni di SkyTg24. Poco più tardi  il senatore del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, sul suo profilo Facebook ha scritto: ”Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Berlusconi ineleggibile”. Il Movimento, spiega, va avanti con la richiesta di ineleggibilità sulla quale è chiamata a decidere la Giunta Elezioni e Immunità parlamentari del Senato.

Critica le reazioni del Pdl il presidente dei Verdi Angelo Bonelli: “Le reazioni del Pdl alla sentenza del Tribunale di Milano su Berlusconi sono semplicemente eversive. Gli esponenti della destra che continuano a sparare ad alzo zero contro i magistrati e l’indipendenza della magistratura se ne facciano una ragione: l’articolo 3 della Costituzione che sancisce il principio di uguaglianza davanti alla legge vale anche per Silvio Berlusconi, che non è né ingiudicabile né incondannabile”.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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