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Caos al Cairo, blindati in piazza Tahrir. “Scontri tra pro e anti Morsi: 30 morti”

Caos al Cairo, blindati in piazza Tahrir. “Scontri tra pro e anti Morsi: 30 morti”

La deposizione dell’ex presidente ha spaccato in due l’Egitto: i ribelli di Tamarod hanno indetto una manifestazione per proteggere il risultato della rivoluzione, mentre i sostenitori di Morsi ne hanno convocata un’altra contro il colpo di stato militare

blindati dell’esercito raggiungono Piazza Tahrir, nel centro del Cairo, mentre proseguono le violenze in tutto l’Egitto. Sale ad almeno 30, intanto, il bilancio delle vittime nelle ultime 24 ore secondo il ministero della Sanità, tra cui almeno quattro poliziotti uccisi nel Sinai da attacchi di uomini armati contro agenti a difesa di edifici governativi. Al punto che è stato imposto il coprifuoco nel Nord del Sinai per tutta la notte. Secondo il quotidiano al-Ahram, almeno 16 delle vittime sono state uccise da colpi di arma da fuoco alla testa e al petto. Negli scontri, che hanno avuto inizio ieri al Cairo, ad Alessandria e in altre città del Paese, sono inoltre rimaste ferite 1.138 persone.

La deposizione dell’ex presidente Mohamed Morsi il giuramento del nuovo capo di Stato Adly Mansour non hanno quindi ancora pacificato l’Egitto. Anzi, l’hanno spaccato in due: i ribelli di Tamarod hanno indetto una manifestazione per proteggere gli esiti della rivoluzione, mentre i sostenitori di Morsi ne hanno convocata un’altra contro il colpo di stato militare. E tra i due gruppi è scoppiata la violenza: ’pro’ e ‘anti’ Morsi si sono scambiati colpi di arma da fuoco davanti al quartier generale al Cairo della Guardia Repubblicana.

”L’Egitto sta attraversando unmomento critico e l’imperativo per tutte le parti è di lavorare insieme per ripristinare l’ordine costituzionale e la governance democratica”, ha commentato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, affermando di seguire “con crescente preoccupazione” gli sviluppi della crisi in corso e sottolinea come siano “allarmanti” le notizie di violenti scontri.

Il ministero della Salute ha precisato che i manifestanti sono stati uccisi effettivamente dalle forze di sicurezza mentre tentavano di assaltare l’edificio della Guardia Presidenziale. Confermata dunque la denuncia dei Fratelli Musulmani, che ieri avevano parlato di “quattro martiri”. Ad Alessandriaper separare le due fazioni è stato necessario addirittura l’intervento dei carri armati dell’esercito. In seguito a questi eventi, migliaia di manifestanti ‘pro’ Morsi hanno marciato verso il ministero della Difesa, dove l’ex presidente sarebbe trattenuto.

Fratelli Musulmani hanno annunciato di avere intenzione di restare in piazza fino a quando Morsi non tornerà ad essere presidente: “Non lasceremo le strade di tutto l’Egitto – ha scritto su Twitter il portavoce della Fratellanza – finché non porteremo sulle spalle fino al suo ufficio il presidente legittimamente eletto”. Intanto, però, il nuovo presidente, Adly Mansour, ha sciolto la camera alta del parlamento. Sembra essere caduto nel nulla, quindi, l’appello all’unità e alla riconciliazione, lanciato ieri dall’esercito egiziano attraverso Facebook, rispondendo a distanza all’annuncio dei Fratelli Musulmani per una grande manifestazione in segno di protesta contro la deposizione di Morsi.

Le tensioni in piazza mettono a rischio la road map che dovrebbe aprirsi fra militari e forze di opposizione per ritornare al voto e scegliere un nuovo presidente della repubblica. Il primo atto del nuovo presidente ad interim è stato lo scioglimento del Parlamento, presto dovrebbe essereci la formazione del nuovo governo. Nei giorni scorsi sembrava che il nuovo governo potesse essere presentato già oggi ma secondo alcune fonti Mansour non ha avuto l’assenso da quello che appariva come il candidato naturale a fare il premier della transizione, Mohamed el Baradei. Nella sua scelta avrebbe pesato il timore di bruciarsi la possibilità di candidarsi alla presidenza. Adesso il nome nuovo sarebbe Faruk el Okda, ex banchiere centrale.

Intanto, però, Mansour, ha nominato due consiglieri: Ali Awad Saleh, vice presidente della Corte Costituzionale, per gli Affari costituzionali; il giudice Mostafa Hegazy  come consigliere politico; Mansour ha anche nominato il nuovo capo del servizio di intelligence, Mohamed Farid al-Tuhami, che prenderà il posto di Mohamed Raafat Shehata. Ma c’è anche chi vorrebbe un passo indietro: Jamaa al-Islamiya, uno degli alleati dell’ex capo di Stato dei Fratelli Musulmani, ha proposto un referendum sul deposto presidente Mohamed Morsi per superare la crisi politica, chiedendo che siano gli egiziani, attraverso il voto, a poter scegliere tra il ritorno al potere di Morsi e la road map proposta dalle forze armate.

 

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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