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Datagate, Guardian: «Rete di spionaggio europea: spiati telefoni e internet da 5 anni»

Datagate, Guardian: «Rete di spionaggio europea: spiati telefoni e internet da 5 anni»

I servizi segreti di Germania, Francia, Spagna e Svezia avrebbero messo a punto un sistema di sorveglianza di massa delle comunicazioni telefoniche e internet in stretta collaborazione con il GCHQ britannico. Lo riferisce il Guardian. Lo sviluppo di questa rete risalirebbe a 5 anni fa, secondo documenti della talpa del Datagate, Edward Snowden. Lo sviluppo …

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Summary : **Spiati telefoni e internet da 5 anni** Coinvolte Francia, Germania, Spagna e Svezia, in "asse" con la Gran Bretagna

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I servizi segreti di Germania, Francia, Spagna e Svezia avrebbero messo a punto un sistema di sorveglianza di massa delle comunicazioni telefoniche e internet in stretta collaborazione con il GCHQ britannico. Lo riferisce il Guardian. Lo sviluppo di questa rete risalirebbe a 5 anni fa, secondo documenti della talpa del Datagate, Edward Snowden. Lo sviluppo di questa ‘rete europea’ di spionaggio riguarda gli ultimi cinque anni, secondo il quotidiano britannico che si basa su nuovi documenti forniti dalla ‘talpa’ del Datagate Edward Snwoden.

Dai file emerge anche che il GCHQ, l’equivalente britannico della Nsa americana, svolgeva un ruolo di consulente nell’aiutare i partner europei ad aggirare le leggi nazionali che limitano i poteri dell’agenzie di intelligence.

Siroluzione all’Onu. Intanto Germania e Brasile hanno chiesto all’Assemblea generale dell’Onu di adottare una bozza di risoluzione per il diritto alla privacy nell’era digitale. La bozza di risoluzione chiede la fine dell’eccessiva sorveglianza elettronica sostenendo che la raccolta illegale di dati personali «costituisce un atto altamente invadente». I due Paesi sono entrambi furiosi per le rivelazioni, dalla talpa Edward Snowden secondo cui le loro leader sono stati spiati dagli Usa.

La bozza di risoluzione, che non nomina i singoli Paesi, sarà discussa da una commissione dell’Assemblea generale incentrata sui diritti umani. La bozza chiede ai 193 membri dell’Assemblea di dichiararsi «profondamente preoccupata per le violazioni dei diritti umani e gli abusi che possono derivare dalla condotta di qualsiasi sorveglianza delle comunicazioni». Abusi che includono «la sorveglianza delle comunicazioni extraterritoriali, la loro intercettazione così come la raccolta di dati personali, in particolare il ricorso massiccio a controlli e intercettazioni». La risoluzione, che sarà votata a fine mese, invita infine tutti i Paesi a proteggere il diritto alla privacy garantito dal diritto internazionale.

“Articolo nazionale”
ROMA - Dopo aver spinto nella bufera gli Stati Uniti, adesso il Guardian apre l’armadio e tira fuori gli scheletri di Germania, Francia, Spagna e Svezia. Secondo le informazioni fornite al quotidiano inglese da Edward Snowden, i servizi segreti di questi paesi hanno messo a punto un sistema di sorveglianza di massa delle comunicazioni telefoniche e internet in stretta collaborazione con il Gchq (Government Communications HeadQuarters) britannico. Lo sviluppo della rete risalirebbe a 5 anni fa, secondo documenti sottratti da Snowden che hanno innescato il Datagate.

L’Italia non sarebbe stata inclusa nel progetto europeo di sorveglianza perché “la comunità della sua intelligence è frammentata e incapace/contraria a cooperare l’uno con l’altro”.

Il monitoraggio avverrebbe con intercettazioni dirette attraverso le fibre ottiche e con lo sviluppo di segrete relazioni con le compagnie di telecomunicazione. L’alleanza ha quindi permesso alle agenzie dei diversi paesi di coltivare legami con compagnie di altri paesi per facilitare una sorta di “pesca a strascico” di dati sul web, secondo il contenuto dei documenti del GCHQ sottratti dall’ex contractor della Nsa Edward Snowden, oggi in Russia per asilo politico.

I file inoltre proverebbero che proprio il Gchq ha giocato un ruolo guida nel consigliare ai partner europei su aggirare le leggi nazionali tese a restringere il potere di sorveglianza delle agenzie di intelligence.

I governi di Germania, Francia e Spagna hanno reagito con grande irritazione alle rivelazioni basate sui documenti sottratti all’americana Nsa, che hanno evidenziato come le comunicazioni di decine di milioni di loro cittadini sono state intercettate ogni mese, mentre le autorità Usa hanno insistito su un punto: il monitoraggio di massa è stato realizzato dalle agenzie dei singoli paesi e condiviso con gli Stato Uniti.

Ecco perché il direttore della intelligence nazionale americana, James Clapper, davanti al Congresso martedì scorso ha definito l’indignazione professata ufficialmente dai governi europei “ipocrita”. Proprio ieri la Germania, insieme al Brasile, ha presentato una bozza di risoluzione all’assemblea generale dell’Onu per chiedere il rispetto delle normative della privacy dei cittadini.

Fonti dei servizi italiani affermano che sono in corso “accertamenti per appurare se e cosa eventualmente risulti circa un’asserita richiesta di collaborazione non andata a buon fine da parte del servizio britannico” su una rete di spionaggio europea su telefoni e web, come riportato dal Guardian.

Per una volta i documenti di Snowden pubblicati dal quotidiano britannico chiariscono che i servizi italiani “sono più garantisti” di quelli di altri Paesi e che “non sono disponibili ad andare al di là di quanto previsto dall’ordinamento”, aggiungono le fonti dell’intelligence italiana, evidenziando come in Italia vigano “limiti legali stringenti” che sono “indubbiamente un fattore di garanzia e rendono non attuabili qui intercettazioni massive su grandi flussi di traffico”.

Quanto al fatto che i servizi italiani sarebbero “litigiosi e incapaci” di lavorare tra di loro, le stesse fonti sottolineano come probabilmente si tratti di una “valutazione datata”, che si riferisce al periodo successivo alla legge di riforma del 2007, che ha ridisegnato le competenze delle Agenzie (Aisi e Aise). Una ristrutturazione che ha avuto necessità di un periodo di tempo per andare a regime.

Intanto, la Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, in edicola domani, riferisce che Stati Uniti e Germania raggiungeranno presto un ‘no-spy agreement’, un accordo che vieti lo spionaggio reciproco. Secondo fonti governative tedesche, l’accordo potrebbe essere raggiunto all’inizio del 2014.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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