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Datagate, Letta chiede chiarezza ai Servizi Gli Usa: “Gli europei spiano i nostri leader”

Datagate, Letta chiede chiarezza ai Servizi Gli Usa: “Gli europei spiano i nostri leader”

ROMA - Tutti vogliono chiarezza e risposte. Dal presidente americano, dalla Nsa, dai servizi di intelligence di ogni paese coinvolto. Anche l’Italia. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha convocato il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr), dando mandato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per la sicurezza della Repubblica, Marco Minniti. …

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Summary : A settembre a San Pietroburgo, i russi regalarono ai leader mondiali gadget spia che servivano a controllare i dati contenuti in computer e telefonini. Ma Mosca replica: "Solo un modo per non pensare al vero problema, gli Usa". Minniti: "Garantisco lealtà nostri servizi". Il capo della Nsa: "Dati forniti dai noi partner europei"

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ROMA - Tutti vogliono chiarezza e risposte. Dal presidente americano, dalla Nsa, dai servizi di intelligence di ogni paese coinvolto. Anche l’Italia. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha convocato il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr), dando mandato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per la sicurezza della Repubblica, Marco Minniti. Il comitato di sicurezza si vedrà giovedì prossimo, 31 ottobre, alle 10. All’ordine del giorno la sicurezza delle telecomunicazioni. Ma gli americani contrattaccano: “Anche i nostri alleati europei spiano i leader e i servizi d’intelligence americani”. Questo ha detto un alto responsabile dello spionaggio Usa durante un’audizione al Congresso.

Il capo della Nsa, Keith Alexander risponde alle accuse pubblicate dalla stampa del Vecchio Continente: “Non abbiamo raccolto noi le informazioni sui cittadini europei ma questi dati erano forniti dai nostri partner europei”, definendo totalmente infondate le accuse apparse sulla stampa europea e in particolare dell’Espresso, del francese ‘Le Monde’, e dello spagnolo ‘El Mundo’. Secondo l’Ansa, qualificate fonti dei servizi italiani smentiscono il capo della Nsa: “L’intelligence italiana non ha mai
scambiato dati relativi a cittadini italiani con gli 007 americani”.

Ma a creare scandalo ci sono anche le rivelazioni sul vertice G20 dello scorso settembre a San Pietroburgo, quando i russi regalarono ai leader mondiali gadget spia. Come riportano ilCorriere della Sera e La Stampa, gli oggetti trappola sarebbero chiavette Usb e cavi Usb. E la Commissione Ue risponde: è “al corrente” ma ancora “non puó confermare” la notizia perché “sono in corso le verifiche”. Così ha detto un portavoce.

Secondo il Cremlino è invece solo “un chiaro tentativo di sviare l’attenzione da un problema realmente esistente, l’attività di spionaggio Usa oggetto di discussione ora tra le capitali europee e Washington”, ha replicato Dmitri Peskov, portavoce di Putin.

Secondo quanto riferiscono i due quotidiani, l’allarme sarebbe partito qualche giorno dopo l’incontro dal presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy, il quale ha consegnato i gadget ai funzionari della sicurezza, che avrebbero chiesto un aiuto ai servizi tedeschi. Dalle analisi sarebbe emerso che chiavetta e cavo Usb ricevuti in regalo in Russia erano in realtà dei ‘trojan horse’, cioè servivano a controllare i dati contenuti in computer e telefonini. La Stampa sottolinea che l’indagine tecnica affidata ai tedeschi è ancora in corso e che non è chiaro se tutti i presenti al vertice abbiano ricevuto gli stessi gadget spia.

La posizione dell’intelligence italiana. L’Italia nel frattempo continua a negare lo spionaggio: “E’ evidente che c’è un problema che riguarda l’intelligence Usa e il rapporto tra questo mondo e l’Europa” ma “garantisco sulla correttezza, lealtà e funzione positiva dell’intelligence italiana”. Presentando la nuova rivista trimestrale “Gnosis” promossa dai nostri servizi di intelligence, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi, Marco Minniti, ha spiegato che “nei prossimi giorni firmeremo un accordo sulla cybersecurity con il garante della privacy”.

Agli Usa ha garantito tempo “Abbiamo chiesto ai nostri alleati americani come stanno le cose e abbiamo anche un’autonoma capacità di verifica di quello che ci viene detto”. Quello che si sta vivendo per il mondo dell’intelligence, a livello internazionale è un “momento molto difficile e senza precedenti” anche perché, il caso ha posto in rilievo come nelle democrazie avanzate vada rivisto il rapporto tra “sicurezza, privacy e libertà”.

Minniti ha ricordato che proprio Obama ha recentemente affermato di aver messo l’intelligence di quel paese “sotto revisione” mentre, fatto inedito, “la Ue ha chiesto regole condivise. Questo perché – ha aggiunto – l’intelligence non può essere una foresta dove tutto è consentito e permesso. Non è vero, poi, che il fine giustifica i mezzi, perchè se i mezzi non sono corretti anche il fine è inficiato. Insomma – ha concluso – c’è bisogno di riscrivere un pezzo di futuro”.

Letta al Copasir. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, sarà sentito dal Copasir la prossima settima, sul caso Nsa. “Abbiamo riferito al Copasir tutto quello che è stato fatto” e i Servizi di sicurezza “non nascondono le mani nella marmellata”, ha spiegato Minniti. L’adesione da parte dei servizi segreti italiani all’iniziativa europea tesa a “fare chiarezza” e a stabilire “regole future per la collaborazione con gli Stati Uniti, è totale” ha affermato il direttore generale del Dis, Giampiero Massolo, nel corso dell’audizione dedicata dal Copasir agli ultimi sviluppi del caso.

Ma il capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, Renato Brunetta, ha chiesto di al premier di “riferire al più presto in Parlamento” mentre il ministro degli Esteri Emma Bonino si augura “che le promesse di Obama di mettere mano e chiarire quanto successo avvenga in tempi rapidi”.

 

La Germania espellerà diplomatici spia. Il ministro dell’Interno Hans-Peter Friedrich ha avvertito che nel caso in cui venisse dimostrata la partecipazione di un diplomatico americano alle operazioni di spionaggio in violazione della legge tedesca questo verrebbe chiamato a rispondere delle proprie azioni, il che implica la possibilità di essere espulso dal paese. “Spiare è un reato ed in Germania facciamo in modo che venga rispettata la legge”, ha affermato parlando con l’emittente Ard.

Le 5 domande della Cnn. Lo scandalo Datagate ha ormai coinvolto tutti, suscitando l’indignazione di diversi leader europei. Per questo, la Cnn, sulla sua edizione online oggi pone 5 domande sul ruolo giocato dal presidente Usa. “Obama ha le mani pulite?”, chiede l’emittente americana.

La seconda domanda è se “Obama è stato tenuto all’oscuro di tutto”. In tal senso, si ricorda che il presidente era a conoscenza del programma di sorveglianza diretto dalla Nsa, ma “non degli obiettivi individuati”, ovvero dell’identità specifica dei soggetti intercettati.

La terza domanda, che la Cnn definisce ‘chiave’ è: “Cosa ha fatto Obama al riguardo?”. La quarta, “chi è arrabbiato per tutto questo?”, e l’ultima, la quinta, “cosa pensavano di scoprire gli Stati Uniti attraverso lo spionaggio?”.

Sul tema la Cnn sottolinea l’importanza di monitorare l’operatività di cellule terroristiche nel mondo, ma ricorda che le intercettazioni di alcune telefonate, come quelle della Merkel ad esempio, “sono aumentate vertiginosamente a partire dal 2010″, in piena crisi economica della zona euro.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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