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Egitto, incendiata sede Fratelli Musulmani. Quattro morti, uno è cittadino americano

Egitto, incendiata sede Fratelli Musulmani. Quattro morti, uno è cittadino americano

Scontri per tutta la giornata ad Alessandria e in altri centri. Una delle vittime è un insegnante Usa. L’opposizione ha indetto per domenica una manifestazione per chiedere elezioni anticipate e le dimissioni di Morsi. Washington: evitate di andare nel Paese arabo

IL CAIRO - E’ alta la tensione in Egitto: manifestazioni e scontri tra oppositori e sostenitori del presidente Mohammed Morsi si sono verificate in molte città. Con diverse vittime. La situazione è particolarmente critica ad Alessandria, dove tre persone sono morte e oltre 140 sono rimaste ferite: una delle vittime è un insegnante americano, rendono noto fonti mediche e della sicurezza, morto per una coltellata al petto. Si tratterebbe di Andrew Victor, 21 anni, che lavorava per il Centro culturale Usa nella città egiziana e stava facendo delle riprese video. Nel quartiere di Sidi Gaber la sede dei Fratelli musulmani è stata data alle fiamme. Un morto e un numero imprecisato di feriti anche in una piazza centrale di Port Said, durante una manifestazione anti-Morsi: secondo fonti locali è stato fatto esplodere un ordigno, secondo il ministero dell’Interno a scoppiare è stata una bombola di gas.

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In occasione della festività settimanale del venerdì, molte migliaia di persone sono tornate in strada per dimostrare contro oppure a favore del presidente. Manifestazioni si sono svolte anche al Cairo e incidenti in diverse città del Delta del Nilo.
La tensione è stata ulteriormente inasprita dall’uccisione, la notte scorsa, di un altro sostenitore di Morsi, il quinto nell’arco di meno di una settimana secondo i Fratelli Musulmani, cui fa riferimento lo stesso capo dello Stato.
L’opposizione laica e secolarista ha organizzato per domenica, primo anniversario dell’insediamento di Morsi, una manifestazione con l’intento di reclamare elezioni anticipate e costringere il presidente a dimettersi. La situazione è diventata talmente grave che persino l’autorevole Università di al-Azhar, forse il più importante centro d’insegnamento religioso dell’Islam sunnita, ha messo da parte la tradizionale

 distanza dalla politica per incitare alla calma l’intera popolazione. “E’ necessaria la massima vigilanza onde garantire che noi non si scivoli nella guerra civile”, ha avvertito l’istituzione in un comunicato, rilanciato dai principali mass media.L’aggravarsi della situazione ha indotto l’amministrazione americana a far partire il personale non essenziale dell’ambasciata al Cairo e a chiedere ai cittadini Usa di evitare, se non è necessario, di andare in Egitto.
L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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