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Egitto, l’esercito spara sui pro-Morsi:  42 morti. Fratellanza: “Anche 5 bambini”

Egitto, l’esercito spara sui pro-Morsi: 42 morti. Fratellanza: “Anche 5 bambini”

Scontri all’alba tra i militanti della formazione islamica e l’esercito, a difesa dell’edificio della Guardia repubblicana. L’esercito: “Terroristi”. I Fratelli musulmani chiamano il popolo alla “rivolta”. Chiusa la sede del partito di Morsi: trovate armi. Il partito Nour si ritira dai colloqui per il governo. Al-Baradei: “Necessità di una riconciliazione”

Manifestazione pro-Morsi al Cairo (ansa)

IL CAIRO - Decine di sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi – 42 secondo la tv di Stato, 37 per i Fratelli Musulmani, 35 per una fonte del ministero della Sanità – sono stati uccisi all’alba dal fuoco delle forze dell’ordine contro una manifestazione davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo.

La polizia e l’esercito sono intervenuti per disperdere la protesta, ma la situazione è degenerata in scontri. Uno dei membri della Fratellanza accusa i cecchini della strage: “I soldati hanno lanciato gas lacrimogeni e successivamente alcuni cecchini hanno aperto il fuoco. I morti sono stati quasi tutti colpiti alla testa”.

Il Partito della libertà e della giustizia, espressione politica dei Fratelli musulmani, ha poi incitato alla “rivolta del grande popolo d’Egitto contro coloro che vogliono rubargli la sua rivoluzione con i carri armati”. La formazione islamica esorta “la comunità internazionale, i gruppi stranieri e tutti gli uomini liberi del mondo a intervenire per impedire altri massacri e la nascita di una nuova Siria nel mondo arabo”.

Cordoli della polizia hanno bloccato l’accesso alla zona da parte di giornalisti. In precedenza alcuni manifestanti avevano affermato che le forze di sicurezza stavano lanciando lacrimogeni ma anche usando proiettili veri per disperdere il loro sit-in. Secondo la tv di Stato 322 persone sono rimaste ferite.

L’esercito ha immediatamente ribattuto con una nota secondo cui “la sede della Guardia Repubblicana è stata assaltata all’alba da un gruppo di terroristi”. Un ufficiale è stato ucciso, fanno sapere le forze armate, e 40 militari sono stati feriti.

Ma la ricostruzione dell’esercito è contestata dalla Fratellanza Musulmana, che parla di 37 morti “tra i quali tre bambini e due neonati”.

E la strage davanti alla sede della Guardia repubblicana ha avuto un’immediata ripercussione politica: il Nour, secondo partito salafita egiziano, si è ritirato dai colloqui per la formazione del governo. Lo ha riferito un portavoce, Nader Bakar: “Abbiamo annunciato il
ritiro da tutti i negoziati per la nascita del nuovo esecutivo, come prima risposta al massacro della Guardia Repubblicana”.

Nella scelta di Nour hanno sicuramente pesato le tensioni nella trattativa, con i militari che prima hanno proposto al-Baradei premier, poi al-Din, entrambi nomi non accettabili per i salafiti.

Armi nella sede del partito di Morsi. Un giudice ha ordinato la
chiusura della sede centrale del Partito Libertà e Giustizia, braccio politico del movimento religioso dei Fratelli Musulmani, dopo il ritrovamento di armi all’interno dei locali. Lo ha comunicato una fonte della sicurezza, spiegando che la polizia ha trovato “liquido infiammabile, coltelli e armi” che sarebbero state utilizzate “contro i manifestanti scesi in piazza il 30 giugno” per una imponente manifestazione di protesta contro il presidente destituito Mohamed Morsi.

La trattativa per l’esecutivo. I colloqui per la formazione del governo potrebbero sbloccarsi in giornata, con la nomina dell’economista Ziad Bahaa al-Din, 48 anni, a premier ad interim dell’Egitto. Lo ha affermato il portavoce presidenziale Ahmed al-Muslimani all’emittente privata OnTv. Il portavoce ha spiegato che il presidente Adly Mansour ha scelto al-Din in quanto “tecnocrate” privo della forte caratterizzazione politica del primo nome circolato per la carica di premier

Esperto di diritto commerciale ed ex capo dell’Autority per gli investimenti, Bahaa al-Din è anche fondatore del piccolo Partito socialdemocratico e aderisce al Fronte di salvezza nazionale, principale raggruppamento politico dei liberali egiziani.

Esecondo dovrebbe invece ricoprire la carica di vice presidente, Mohamed al-Baradei, che ha commentato la strage di questa mattina su Twitter, condannando tutte le violenze e chiedendo indagini: “Serve una transizione pacifica”

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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