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Egitto, pro Morsi in piazza. L’esercito fa appello all’unità. Spari al Cairo: almeno sei morti

Egitto, pro Morsi in piazza. L’esercito fa appello all’unità. Spari al Cairo: almeno sei morti

IL CAIRO – In Egitto è il giorno delle manifestazioni dei sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi, che denunciano il golpe militare e l’ondata di arresti dei dirigenti dei Fratelli musulmani. Scoppia di nuovo la violenza: almeno tre persone sono rimaste uccise in una sparatoria davanti al quartier generale al Cairo della Guardia Repubblicana. Si trattava di sostenitori di Morsi. Riunite nel «Fronte nazionale di difesa della legittimità», le principali forze islamiche hanno chiesto ai loro sostenitori di manifestare in massa e «pacificamente» per un «Venerdì del rifiuto» contro «il colpo di stato militare».     Pro e contro Morsi.  Almeno 6 morti nelle ultime ore e il numero potrebbe salire.

Sono migliaia i supporter di Morsi in manifestazioni al Cairo e ad Alessandria. Nella capitale c’è stata una sparatoria tra manifestanti pro e anti Morsi nella piazza davanti all’università. Ad Alessandria una marcia di pro Morsi muove verso il centro. Su Twitter, il portavoce della Fratellanza, Gehad el Haddad, scrive «la coalizione nazionale per la legittimità resisterà pacificamente a tutti i tentativi di far riemergere le vecchie tattiche da stato di polizia». Anche l’opposizione si riunirà a piazza Tahrir per un

«Venerdì della difesa dei risultati della Rivoluzione». L’esercito ha chiesto di rifiutare la «vendetta» e ha fatto appello alla «riconciliazione nazionale», aggiungendo che «i raduni pacifici e la libertà di espressione sono dei diritti garantiti a tutti». Il ministero dell’Interno ha detto che risponderà «con fermezza» a eventuali disordini. «Il primo martire». Un video pubblicato su YouTube e rilanciato dal sito dei Fratelli Musulmani egiziani mostra quello che, secondo il sito, è il «primo martire»delle proteste di oggi a favore del presidente deposto Mohamed Morsi. Nel video si vede un giovane sganciarsi da un gruppo di manifestanti al Cairo e dirigersi verso una barricata di filo spinato, dietro la quale si vedono alcuni militari. Avvicinatosi alla barricata, il giovane viene raggiunto da un colpo di pistola alla testa e cade senza vita sull’asfalto. Il video non permette, in realtà, di stabilire se il colpo sia stato sparato dai militari, che erano di fronte al giovane, o da qualche manifestante alle sue spalle.

L’esercito egiziano non ha sparato contro i manifestanti pro Morsi al Cairo, ma ha usato gas lacrimogeni e proiettili a salve. Lo ha reso noto un portavoce militare. Sciolto il Parlamento. Il presidente egiziano ad interim, Adly Mansour, ha sciolto la camera alta del Parlamento. Lo riporta la tv di stato egiziana. Mansour ha anche nominato il nuovo capo dell’intelligence: Mohamed Ahmed Farid prenderà il posto di Mohamed Raafat Shehata, che era stato designato dal deposto presidente Mohamed Morsi. Egitto sospeso. 

L’Unione africana (UA) ha sospeso l’Egitto da tutte le sue attività dopo che la giunta militare ha rovesciato Morsi. La sospensione dell’Egitto resterà in vigore fino a che non verrà ripristinato l’ordine costituzionale nel paese, ha reso noto Admore Kambudzi, Segretario del Consiglio di Pace e Sicurezza dell’Ua, che si è riunito oggi ad Addis Abeba.

Suez e Sinai, massima allerta. L’esercito egiziano ha elevato al massimo lo stato di allerta nei governatorati di Suez e del Sud Sinai, dopo l’attacco in nottata contro l’aeroporto di el Arish nel Sinai. Lo riferisce al Ahram online. Islamisti armati hanno aperto il fuoco sull’aeroporto e contro tre checkpoint militari. Gli aggressori hanno lanciato granate con dei razzi ai checkpoint dell’esercito fuori dall’aeroporto, vicino al confine con la Striscia di Gaza e Israele, nell’ultimo di una serie di incidenti nella regione, secondo fonti della sicurezza. Non è chiaro se l’attacco coordinato alle installazioni militari sia legato all’estromissione del presidente egiziano Mohamed Morsi di mercoledì scorso. Il valico di Rafah, fra Egitto e la Striscia di Gaza, è stato chiuso dalle autorità egiziane fino a nuovo ordine. La Farnesina «sconsiglia» i viaggi al Cairo, Alessandria, Suez, Ismailia, Port Said e nel delta del Nilo e di evitare il Nord Sinai, dove negli ultimi mesi si è registrato «un sensibile peggioramento del quadro di sicurezza»..

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