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L’agonia degli orsi polari racchiusa in una foto

L’agonia degli orsi polari racchiusa in una foto

Una fotografia scattata alle Svalbard mostra con cruda chiarezza il fenomeno dello scioglimento dei ghiacci artici che sta minacciando la sopravvivenza degli orsi (e di tutti noi).

L’orso polare (Ursus maritimus) è il più grande carnivoro terrestre del pianeta, in grado di superare i due metri e mezzo di lunghezza per gli ottocento chili di peso. Quello fotografato da Kerstin Langenberger in un’isola dell’arcipelago delle Svalbard, nel Mar Glaciale Artico, invece, è una pallida caricatura del maestoso plantigrado.

 

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L’immagine catturata dalla fotografa naturalista mostra un animale denutrito e spossato, che avanza con passo malfermo su un’esile lastra di ghiaccio. La fotografia, con tutta la sua potenza espressiva, ci mette di fronte alle nostre responsabilità documentando le conseguenze dei cambiamenti climatici.

A causa dell’aumento delle temperature globali i ghiacci artici si stanno sciogliendo, fondendo letteralmente l’habitat degli orsi polari e costringendoli a percorrere grandi distanze, anche a nuoto, in cerca di cibo. Queste condizioni impongono agli animali periodi di digiuno sempre più lunghi, molti orsi, stremati dalla fame e dalla fatica, non riescono a sopravvivere.

orso-cambiamenti-climatici

La sopravvivenza della specie, classificata come “vulnerabile nellaLista Rossa della Iucn, è a rischio. Secondo le stime dovrebbero sopravvivere in natura circa 20-25mila esemplari, il cui futuro è sempre più cupo.

 

Gli orsi abitualmente vagano sulla banchisa ghiacciata in cerca di foche, le loro prede preferite, il ghiaccio artico sta però scomparendo, assottigliandosi anno dopo anno. A causa dei cambiamenti climatici il ghiaccio marino si fonde prima in primavera e si forma più tardi in autunno.

 

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Secondo i dati raccolti dagli scienziati nella Baia di Hudson, in Canada, per ogni settimana di anticipo sulla fusione dei ghiacci gli orsi perdono dieci chili di peso, fanno difficoltà ad allattare i cuccioli e sono visibilmente in condizioni di salute precarie.

 

Proprio come lo sfortunato mammifero protagonista della foto della Langenberger. La fotografa tedesca ha pubblicato l’immagine suFacebook con un commento amaro.

 

“Per turisti e fotografi la ragione principale per recarsi a Svalbard è quella di vedere gli orsi polari. A prima vista, tutto è come è sempre stato, con una delle popolazioni di orso polare più facilmente accessibili del mondo, fortemente protetta”. La realtà però è ben diversa.

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“Mi sono resa conto che gli orsi in salute sono quasi esclusivamente i maschi che rimangono sulla banchisa tutto l’anno. Le femmine, al contrario, sono magrissime. Le mamme tendono a rimanere bloccate sulla terraferma e a perdere i cuccioli. Solo poche volte ho visto madri in carne con giovani altrettanto in salute. Spesso ho visto orsi terribilmente magri, come l’esemplare che ho fotografato. Una femmina ridotta ad uno scheletro, con problemi alla zampa anteriore, che vagava sulla banchisa nel disperato tentativo di cacciare un tricheco”.

 

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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