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Microsoft, Ballmer annuncia l’addio: in pensione entro dodici mesi

Microsoft, Ballmer annuncia l’addio: in pensione entro dodici mesi

Steve Ballmer

MILANO - Non lo si potrà accusare di essersi attaccato alla poltrona fino alla vecchiaia, anche perché ha una fortuna di una quindicina di miliardi che forse vuole iniziare a godersi. L’amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer, classe 1956, ha annunciato l’intenzione di lasciare il suo incarico entro i prossimi 12 mesi. Resterà cioè al timone del gigante del software fino a quando non verrà individuato il suo successore. Nel frattempo continuerà a vestire i panni di amministratore delegato e guiderà il gruppo verso la sua trasformazione in società di servizi e dispositivi, che migliora le attività considerate importanti dai consumatori.

Il ritratto: 13 anni segnati da molti flop

La decisione si apprende da una nota diffusa dall’azienda con sede a Redmond, nello stato di Washington. Il mercato festeggia all’annuncio: sul Nasdaq, il titolo mette a segno un guadagno sostanzioso (segui in diretta). Negli ultimi tempi, d’altra parte, si erano fatte sempre più fitte le voci di un suo passo indietro, dopo lunghe critiche da parte dei fondi d’investimento per come la società stava gestendo il tramonto dell’era dei personal computer e alcune scelte poco soddisfacenti, come la decisione di uscire con propri tablet. Va poi senza dubbio ascritta alla voce dei ‘flop’ la realizzazione di Windows Vista, che ha creato innumerevoli problemi a utenti e società.

La scelta di Ballmer segue una profonda riorganizzazione interna di Microsoft, fatta a inizio estate, al termine della quale l’azienda si è detta pronta a sviluppare i nuovi prodotti con maggiore velocità ed efficienza. La nuova struttura è stata costruita con una logica “orizzontale”, cioè con gruppi autonomi di lavoro che si occupano di specifiche funzioni quali l’ingegneria, il marketing e la finanza. A dire il vero, la stampa anglosassone aveva ampiamente definito quella riorganizzazione una ulteriore stretta da parte di Ballmer, che dopo 13 anni in sella a Microsoft – ma è in azienda dal lontano 1980 – si configurava sempre più come l’unico uomo forte della compagnia.

“Non è mai il momento perfetto per questo tipo di transizioni, ma ora è il momento giusto”, è stato il commento di Ballmer affidato alla nota ufficiale, dove spiega che originariamente aveva pensato di ritirarsi nel mezzo della trasformazione, appena iniziata, del gruppo. “Abbiamo bisogno di un ad che sarà qui per un più lungo periodo di tempo per questa nuova direzione”, assunta da Microsoft. Il consiglio di amministrazione della società ha istituito un comitato speciale per la selezione del successore di Ballmer. Il comitato – che include, tra gli altri, il presidente del Cda e cofondatore del gruppo Bill Gates – sarà affiancato da Heidrick & Struggles International, una società di selezione del personale.

Verranno presi in considerazione candidati sia interni sia esterni. “Come membro del comitato per la successione, lavorerò a stretto contatto con gli altri membri del cda per identificare il nuovo grande ad”, ha commentato Gates. “Siamo fortunati ad avere Steve nel suo ruolo fino a quando il nuovo ad prenderà in mano i suoi compiti”. Nella corsa alla successione, i nomi che circolano sono quelli di Kevin Turner, da lungo tempo capo operativo della società, e Julie Larson-Green, che di recente è stata assegnata allo sviluppo del business hardware.

Nella lettera inviata ai dipendenti, Ballmer scrive: “Amo questa compagnia, il modo con cui abbiamo contributo a inventare e diffondere il pc e sono orgoglioso dei risultati raggiunti”. Ricordando che da quando è entrato in Microsoft il fatturato della società è passato da 7,5 milioni a 78 miliardi, Ballmer spiega che punta “a rimanere uno dei più grandi azionisti di Microsoft”. Grazie alle stock option accumulate in questi 33 anni la quota di Ballmer ammonterebbe a oltre 333 milioni di azioni (4,2% del totale), la fetta personale più grande dopo quella di Bill Gates: la fortuna dell’ad uscente è stimata nel 2013 a 15,2 miliardi di dollari.

L’InfoPOINT SARDEGNA e l’InfoPOINT ARBATAX-TORTOLI’

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